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Bonded Warehouse

La C&T Logistics offre ai Clienti, attraverso il proprio Deposito Doganale (Deposito Doganale privato tipo “C” n. 5891R, autorizzazione n. IT-NA-C-DD-120), una piccola area “fuori dalla UE” proprio all’interno dell’area doganale del porto di Gioia Tauro. Al Deposito Doganale vi è annesso inoltre un Deposito Fiscale ai fini Iva, utilizzabile in base a predeterminate procedure previste dall’Agenzia delle Dogane.

Le attrezzature del nostro Deposito Doganale assicurano adeguate condizioni di stoccaggio per un’ampia gamma di merci di varie misure e tipologie. La C&T Logistics, è inoltre titolare dell’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Dogane alla gestione di un recinto di Temporanea Custodia (n.003 E).

 

Deposito Doganale Privato “Tipo C” (DDP)

Il Deposito Doganale Privato (DDP) fornisce notevoli benefici logistici e finanziari agli importatori. Infatti nel DDP è possibile stoccare merci non comunitarie, senza che esse siano soggette ai dazi all’importazione, all’IVA e a qualunque altra imposizione o restrizione quantitativa eventualmente prevista per la loro immissione in libera pratica. Il pagamento di diritti doganali ed imposte rimane sospeso fintanto che la merce rimane stoccata all’interno del deposito, consentendo inoltre di negoziare la merce come se fosse ancora all’estero.
I vantaggi che le imprese manifatturiere, commerciali e intermediari del commercio internazionale trovano nell’utilizzo del DDP sono estremamente interessanti, soprattutto se rapportati all’evoluzione dei mercati internazionali.
Il commercio di transito gode di particolari privilegi, in quanto è possibile la rispedizione all’estero delle merci depositate o la loro vendita sul territorio nazionale, potendo scegliere quindi l’inoltro verso i mercati economicamente più remunerativi. E’ possibile inoltre approfittare della particolare congiuntura internazionale, per acquisire determinati beni da stoccare e rivendere successivamente quando la domanda nel mercato interno o esterno è più alta.
Un grande beneficio finanziario derivante dal DDP deriva dall’introduzione nel deposito doganale di prodotti destinati al consumo nella Comunità Europea. In tal caso si concretizza la possibilità di avvicinare il momento del pagamento di diritti e imposte a quello dell’immissione effettiva delle merci in consumo, evitando così di anticipare anche grosse somme di denaro, con un grande vantaggio finanziario dell’azienda. In sostanza le aziende che necessitano di ritardare il ritiro delle merci o costituire uno stock con tale strumento possono ritardare il flusso di cassa negativo relativo al pagamento dei diritti doganali legato alla definitiva importazione.
Inoltre, è possibile utilizzare il DDP per l’appuramento di altri regimi sospensivi, e per ottenere il pagamento anticipato delle restituzioni agricole.

 

Deposito IVA

I depositi fiscali Iva, istituiti con legge n. 28 del 18/02/1997 e regolamento n. 419 del 18/12/1998, sono regolati dall'articolo 50-bis del DL 331/1993, che li definisce speciali depositi fiscali istituiti per la custodia di beni nazionali e comunitari non destinati alla vendita al minuto nei locali dei depositi stessi e non soggetti all'imposta sul valore aggiunto.

Le principali operazioni che possono essere effettuate senza pagamento dell'imposta sul valore aggiunto sono:

  • Operazioni di immissione in libera pratica di beni non comunitari, destinati ad essere introdotti in un deposito Iva. Riguarda sia soggetti esteri che italiani che possono effettuare le operazioni di immissione in libera pratica senza gli obblighi di adempimenti Iva.

  • Cessioni di beni nei confronti di soggetti identificati in altro stato membro della Comunità Europea, eseguite mediante introduzione in un deposito Iva. La disposizione agevola i rapporti commerciali con soggetti UE consentendo di effettuare operazioni senza addebito di imposta anche se la merce resta nel territorio nazionale.

  • Cessioni di talune materie prime qui elencate (Rame, Zinco, Nichel, Alluminio, Piombo, Indio, Cereali, Semi e frutti oleosi, Noci di cocco, noci del Brasile e noci di acagiù, Altre frutta a guscio, Olive, Semi e sementi, Caffè non torrefatto, Tè, Cacao, Zucchero greggio, Gomma in forme primarie o in lastre, fogli o nastri, Lana, Prodotti chimici, alla rinfusa, Oli minerali, Argento, Platino, Patate, Grassi ed oli vegetali) alla legge eseguite mediante introduzione in un deposito Iva. L'operazione in questo caso è agevolata anche se posta in essere nei confronti di soggetti extracomunitari o italiani.

  • Cessioni di beni custoditi in un deposito Iva. Anche in questo caso l'operazione avviene senza pagamento di Iva anche se posta in essere da soggetti italiani.

  • Estrazioni di beni dai depositi Iva per loro invio in altro stato membro se oggetto di cessione intracomunitaria o fuori della Comunità. Norma che si ricollega alla non imponibilità di esportazioni e cessioni intracomunitarie.

  • Prestazioni di servizi su beni custoditi in un deposito Iva.

 

Vantaggi per gli operatori

In generale, i depositi IVA assumono particolare rilevanza nel sistema applicativo del tributo. Sono effettuate “senza pagamento dell’IVA” determinate operazioni, aventi ad oggetto beni nazionali o comunitari, eseguite mediante l’introduzione o l’estrazione delle merci nei o dai depositi IVA, ovvero durante la giacenza delle merci nei depositi IVA o mediante trasferimento delle merci tra depositi IVA.

Da questo meccanismo gli operatori riescono a trarre un notevole vantaggio finanziario, in quanto possono effettuare determinati acquisti senza pagare materialmente l’IVA.
Per tale motivo i depositi IVA offrono ai contribuenti, in particolare a quelli che soffrono di credito IVA strutturale o che non godono delle agevolazioni degli esportatori abituali-plafond, un efficace strumento di riequilibrio finanziario per la propria azienda.

Inoltre la disposizione non detta limiti in merito alla soggettività degli operatori che possono usufruire dell'agevolazione. Possono quindi beneficiarne anche i soggetti economici esteri, sia comunitari che di Paesi terzi, ovviando in alcuni casi all’obbligo di nomina del rappresentante fiscale.

Altre agevolazioni riguardano gli operatori economici che importano beni, ma che svolgono attività esenti IVA sul territorio nazionale e che hanno adottato il pro-rata di detrazione.

Non vi sono preclusioni, in merito alle operazioni, in relazione al compimento delle quali vi può essere l’immissione in deposito. I beni possono quindi esservi introdotti:

  • in seguito a un’operazione di compravendita, e più in generale a un atto traslativo della proprietà

  • in relazione a un accordo di consignment stock, e più in generale in base a un contratto i cui effetti traslativi o costitutivi si producano posteriormente al ricevimento dei beni per essere assoggettati a lavorazione

  • in occasione di una importazione da Paesi extra - Ue. Questi ultimi potranno essere introdotti in deposito Iva solo in seguito ad immissione in libera pratica, operazione che li rende a tutti gli effetti comunitari sotto il profilo del trattamento doganale.

L’Agenzia delle Dogane, con nota n. 7521/06 ha, inoltre, osservato che non è prescritto un tempo minimo di giacenza o che tali merci siano necessariamente scaricate dai mezzi di trasporto.

 

Prestazioni di servizi

Il beneficio fiscale della non applicazione dell’Iva si estende anche alle prestazioni di servizi in genere, comprese le operazioni di perfezionamento e le manipolazioni usuali relative a beni custoditi in un deposito Iva, anche se materialmente eseguite non nel deposito stesso ma nei locali limitrofi, sempreché, in tal caso, le suddette operazioni siano di durata non superiore a sessanta giorni.

Sono operazioni di perfezionamento:

  • la lavorazione di merci, compresi montaggio, assemblaggio e adattamento ad altre merci

  • la trasformazione delle merci

  • la riparazione delle merci, compreso il riadattamento e la messa a punto

  • l’utilizzazione di talune merci, che non si trovano nei prodotti ottenuti dal perfezionamento, ma che consentono o facilitano l’ottenimento di tali prodotti, anche se queste merci scompaiono totalmente o parzialmente nel corso della loro utilizzazione.

Per manipolazioni usuali si intendono le operazioni intese a garantire la conservazione della merce, a migliorarne la presentazione o la qualità commerciale o a prepararne la distribuzione o la rivendita.

A differenza di quanto avviene in altri Stati europei, il legislatore nazionale non ha voluto porre limiti alla tipologia di prestazioni di servizi realizzabili nel regime del deposito Iva. Sui beni giacenti in deposito sarà possibile effettuare qualsiasi tipo di prestazione di servizi (manipolazioni usuali, trasformazioni, intermediazioni eccetera) usufruendo sempre del non assoggettamento a Iva.
Le suddette operazioni, anche se non soggette a imposta, costituiscono comunque operazioni effettuate in campo Iva e, in quanto tali, seguono tutti gli adempimenti previsti dal Dpr n. 633/1972.